28 aprile 1945

11 AGO 20
Immagine di 28 aprile 1945
A Milano si diffonde la voce, diviene frastuono nelle urla confuse, nei passi veloci che calpestano le macerie della sofferenza. Le strade si affollano, la gente si accalca. Loreto è città santa, a Milano un piazzale con pompa di benzina. Cadaveri penzolano appesi per i piedi. La folla, come fiume in piena, tracima portando via quel che resta dell'umanità. C'è un palco, i vincitori. Due corpi vicini, un uomo ed una donna. Sono stati giustiziati insieme, lui per primo, lei gli si getta addosso per un ultimo abbraccio d'amore. La tirano via, si aggrappa alla sua gamba, gli sfila uno stivale, la uccidono. L'amante è sposa di fronte il plotone d'esecuzione. Insulti, sputi, pugni, calci, lancio di pietre, colpi di pistola. Un gesto pietoso stringe quella gonna, forcine per coprire il pudore di un amore maledetto. La folla che voleva diventare potenza è stata tradita. Anni prima, in un'altra piazza di un'altra città acclamava l'uomo che da un balcone prometteva conquiste e gloria. Vincitori e vinti guidano la stessa folla. Il cadavere è trofeo. Qualcuno sfila l'altro stivale, cimelio d'orrore. Stivali insanguinati, simbolo di quel potere che ha provocato disperazione e morte. Un'epoca di orrori si conclude con un orrendo spettacolo di morte.